Il Comune

Beni culturali e percorsi tematici

Beni culturali

Museo Forte Olimpio

 

L'Associazione Fortificazioni Gambarogno, costituita nel 2018 e con sede a Magadino, è nata con lo scopo di voler salvaguardare il patrimonio ticinese delle fortificazioni e costruzioni militari, in particolar modo quelle presenti nella regione del Gambarogno.

L'Associazione è impegnata attivamente in un importante lavoro di censimento degli impianti militari sul territorio del Comune, nella ricerca di documentazione e informazioni storiche e nel ridare vita a queste opere militari dimenticate e sconosciute per molti, valorizzandole e rendendole visitabili al pubblico.

 

Uno tra i progetti più importanti e attuali portati avanti è sicuramente il "Museo Forte Olimpio". Un museo militare allestito all'interno del Forte Olimpio, edificio militare storico iscritto nell'inventario dei beni culturali tutelati e ubicato nel Parco delle Bolle di Magadino.

Aperto al pubblico dal 2020 e certificato quale Museo Storico Militare Svizzero di categoria A dalla Confederazione - Esercito Svizzero (UCMSEs), questo museo espone e valorizza collezioni, oggettistica, indumenti ed armi militari svizzere.

 

Al suo interno i visitatori hanno la possibilità di rivivere il trascorso militare di questi ultimi 100 anni e vedere spazi originali, ricostruzioni con atmosfere e ambientazioni della prima e della seconda guerra mondiale, divise storiche ed armi delle diverse ordinanze dell'esercito militare svizzero.

 

Per ulteriori informazioni:

https://www.museoforteolimpio.ch


Volantino Museo Forte Olimpio

 

 

Strada del Montecenerino

Montecenerina
Montecenerina

Tetti di paglia Cento Campi

 

L’impiego della paglia per la copertura di edifici era molto comune in passato nelle nostre regioni e in numerose località dell’Italia settentrionale; molti documenti medioevali ne attestano la presenza in numerose località dal Bellinzonese al Mendrisiotto.


Una testimonianza del 3 luglio 1397 cita “…cassina una coperta a palleis (paglia)…” a Giubiasco. I tetti di paglia erano presenti anche all’interno delle città, Bellinzona ne è un esempio.

 

Il Gambarogno non faceva eccezione e i tetti di paglia di segale erano molto diffusi in tutta la regione anche in tempi recenti. A Caviano, Scaiano e in altri villaggi e monti, ancora alla fine del XIX sec. se ne contavano a decine ma, a causa dei ripetuti e devastanti incendi della seconda metà dell’Ottocento, questo tipo di copertura è stato progressivamente proibito.


Ai Monti di Caviano, comunemente detti Cento Campi o anche Centocampi, i tetti di paglia sono stati utilizzati fino al secondo dopoguerra per coprire stalle e fienili a tal punto che una mappa del 1949 ne riporta ancora una trentina, molti ancora presenti negli anni ’60/’70.
Secondo Giovanni Bianconi, autore del volume “Costruzioni contadine ticinesi”, i Cento Campi erano così chiamati “perché un tempo era tutto un sol campo di segale che forniva il pane alla gente e la paglia per la copertura dei tetti”, anche se ovviamente non si coltivava solo segale.

 

Percorsi tematici

Percorso Forti Gambarogno - Magadino

 

Il progetto ForTi – Linea Cadorna (www.forti.ch)

Il progetto ForTi, coordinato dall’Ente regionale per lo sviluppo del Bellinzonese e Valli e realizzato grazie alla collaborazione di 14 partner distribuiti sul territorio interessato dal progetto, intende valorizzare alcune fortificazioni militari storiche e beneficia di finanziamenti Interreg cantonali e federali. Undici percorsi dislocati su tutto il territorio permettono di scoprire, oltre a magnifici paesaggi, i punti di massimo interesse militare. È parte del progetto la posa di segnaletica escursionistica e di:

  • pannelli informativi all’inizio dei percorsi e nei punti di maggior visibilità, con la descrizione del percorso ed una panoramica delle opere ivi presenti,
  • pannelli specifici, sulla struttura militare o nelle immediate vicinanze, con delle informazioni specifiche della singola opera,

nonché la messa in rete e la promozione di questi percorsi attraverso lo sviluppo di un sito web e di una App, la stampa di flyer informativi e l’organizzazione di eventi.

 

I percorsi si dividono in due categorie:

 

Mendrisiotto e Basso Ceresio. 4 percorsi che si riferiscono alle fortificazioni italiane della 1a guerra mondiale e propongono un sentiero per raggiungere queste opere situate su territorio italiano:

 

1a      Cabbio – Sasso Gordona (I)
1b      Sagno – Monte Bisbino (I)
2        Arzo / Meride – Monte Orsa (I)
3        Arogno – Sighignola Vetta (I)

 

Luganese – Bellinzonese – Gambarogno e Alto Ticino: 7 percorsi che raccontano la storia degli sbarramenti di protezione d’importanza nazionale della Svizzera verso sud:

 

4        Gola di Lago (Tesserete)
5        Monte Ceneri (Cima di Medeglia, alpe del Tiglio)
6        S. Jorio (Bellinzona e Valle Morobbia)
7        Magadino (Gambarogno)
8        Linea Lona (Valle Riviera)
9        Airolo e S. Gottardo
10      Passo S. Giacomo (Valle Bedretto)

 

Fortificazioni della regione Locarnese – Gambarogno


Il Verbano è sin dall’antichità una via d’acqua privilegiata che congiungeva le valli alpine dell’attuale Canton Ticino e Mesolcina alla Pianura Padana. La via di navigazione e i percorsi stradali lungo gli itinerari rivieraschi costituivano altrettante vie d’accesso per le truppe provenienti dalla Pianura Padana nell’eventualità di un’invasione del Canton Ticino e poi della Svizzera. Nel progetto della fortificazione del fronte sud, la Confederazione decise quindi la costruzione di una serie di opere fortificate sui versanti settentrionale e meridionale del Piano di Magadino, presso la foce del fiume Ticino, per opporsi a questa minaccia. Queste opere formavano la parte occidentale del dispositivo difensivo della linea Gordola – Monti di Medeglia – Passo San Jorio.

 

Il percorso proposto presenta le opere appartenenti al complesso meridionale, situate in parte sulla pianura, tra Magadino e Quartino, sul versante orientale del Monte Ceneri. Le opere corrispondenti sul versante settentrionale della pianura si trovano sopra l’abitato di Gordola ma non sono accessibili.

 

I forti d’artiglieria, i fortini corazzati e le strutture sotto roccia, oltre agli sbarramenti anticarro e gli impianti minati posti sulla strada e sulla linea ferroviaria, dovevano impedire l’avanzamento delle truppe provenienti dal Gambarogno e dalla vicina zona di Luino. Alcuni di essi sono posti al limitare della zona acquitrinosa della riserva naturale delle Bolle di Magadino, già foce naturale del fiume Ticino, che diventa quindi il proseguimento ideale alla visita delle fortificazioni.

 

Flyer del percorso

Percorso vita Bolle di Magadino

 

Il percorso vita delle Bolle di Magadino ha una lunghezza di Km 3,46 con 15 postazioni per attività fisiche. È situato nelle località Lischetto, Isola del trodo e Sonetto nel Parco Bolle di Magadino.

Si è installato una segnaletica infissa nel terreno ed attrezzature per le attività ginniche riservate agli utenti. Le strutture sono in legno, sono state valutate e concordate con la Fondazione Bolle di Magadino al fine di non  deturpare questa zona protetta. La segnaletica è composta da pannelli informativi e didattici su supporti di legno.

Di seguito potete trovare il piano completo del percoso vita.

Sentiero dello yoga

 

Il sentiero dello Yoga permette di congiungersi e avvicinarsi alla natura. La grande varietà di forme e
colori che vediamo e viviamo nel bosco ci danno forza, tranquillità interna e stimolano l’energia vitale e
la gioia di vita.


Durante questo viaggio scopriamo nuove vie e percepiamo la natura intorno a noi. Allo stesso tempo, scopriamo anche la nostra natura interna. I nostri sensi si rivolgono verso l‘esterno, per poi di nuovo orientarsi verso l‘interno. Ci fermiamo consapevolmente per ascoltare dentro di noi. La natura, con i suoi rumori, movimenti, profumi ed energie, ci risponderà. Così il nostro cammino sul Sentiero dello Yoga diventa uno scambio intenso tra essere umano e natura. Questo ci permetterà di avvicinarci a noi stessi.


Il sentiero dello yoga è srutturato come un Vinyasa. In sanscrito, Vinyasa significa "sistemare in modo speciale". Sul Sentiero dello Yoga ci muoviamo in modo preciso e ci posizioniamo in determinati luoghi.

 

Più informazioni e il percorso potete trovarli nel seguente volantino.

Tra monti e lago

 

Il sentiero educativo Tra monti e lago è un percorso didattico che collega Dirinella, da dove inizia anche l'omonimo sentiero montano, alla stazione FFS di Cadenazzo. L'itinerario attraversa boschi, prati e villaggi ed è costellato da scorci e panorami incantevoli ma anche da sguardi curiosi su zone industriali, agricole e vie di comunicazione e offre una visione esauriente del Gambarogno e del Piano di Magadino.

 

La quarantina di pannelli tematici, realizzati anche con la collaborazione delle scuole di Gambarogno, raccontano storie a volte antiche e suggestive a volte moderne e affascinanti. Esse narrano al viandante fatti e informazioni storiche, geografiche e scientifiche, vecchi mestieri e nuovi insediamenti, parchi e aree naturalistiche ed evidenziano i grandi cambiamenti territoriali e socio-economici avvenuti negli ultimi 200 anni; dall'avvento della ferrovia all'incanalamento del fiume Ticino e alla successiva bonifica del Piano di Magadino.

 

Il sentiero educativo, nato a seguito di un'iniziativa Interreg nel 2004 con la prima tratta Dirinella - San Nazzaro ed esteso nel 2017 sino a Contone, dal 2019 raggiunge la stazione FFS di Cadenazzo. Questa estensione è stata voluta nell'ambito di Le Terre del Ceneri e La Via del Ceneri, progetti nati per valorizzare le peculiarità storiche, culturali e paesaggistiche dei territori di Cadenazzo, Gambarogno e Monteceneri posti alle falde del Monte Ceneri e sottolineare la messa in funzione della galleria ferroviaria di base del Ceneri, inaugurata nel 2020.


Il sentiero educativo è rivolto ad un vasto pubblico: scolari, famiglie, persone di qualsiasi età e può essere percorso senza difficoltà nei due sensi di marcia.


Per maggiori informazioni:


Outdooractive - Tra monti e lago

 

Sentiero degli Oratori

 

Il sentiero si estende da Scaiano o Fosano e può essere percorso nei due sensi e anche a tappe. Scegliendo Scaiano come punto di partenza e dopo aver visitato il bel nucleo, si parte dal sagrato dell’Oratorio di San Bernardo. Da Scaiano a Caviano il passo è breve e vale la pena dare un’occhiata al bel lavatoio, proprio sotto il posteggio. Si sale nel nucleo passando dalla chiesa di Santa Maria nascente e ci si incammina verso S. Abbondio. Passata l’omonima valle e raggiunta la piazza si imbocca la ripida mulattiera costeggiata dalle cappelle della splendida Via Crucis, fino all’Oratorio dell’Addolorata del Lauro. Tornati in paese, da non perdere la chiesa parrocchiale dei Santi Abbondio e Andrea, il suo sagrato vista lago e le otto sculture posate sulla facciata della chiesa.

 

Da S. Abbondio si raggiunge Calgiano e ci si avvia nel bosco verso Gerra che si raggiunge scendendo dall’alto godendo di un bel panorama sul lago. Si attraversa il suggestivo nucleo del paese incontrando la chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano e si risale sul sentiero delle Cappelle, altra interessante Via Crucis, per raggiungere il nucleo di Ronco e l’Oratorio di San Bernardino, posto in posizione panoramica, che contiene importanti affreschi quattrocenteschi di Antonio da Tradate e della sua scuola. Continuando sulla strada verso Vairano si raggiunge il bel nucleo di Casenzano. Lo si attraversa e, appena fuori dall’abitato su un poggio ben esposto, si trova l’Oratorio di S. Antonio Abate.

 

Ripresa la strada si attraversa la Valle di Cedullo e si arriva a Vairano dove si incontra facilmente, appena passato il parco giochi, l’Oratorio di San Rocco, con il suo bel porticato. Da Vairano prima la strada e poi il bel sentiero, che passa a monte del Parco Botanico, conducono a Piazzogna, dove nel nucleo si trova la bella chiesa di Sant’Antonio Abate. Più avanti, dopo un tratto di strada, si imbocca a destra il sentiero alla fine del quale si erge l’Oratorio di Santa Maria degli Angeli di Fosano, anch’esso, come l’Oratorio di San Bernardino di Ronco, abbellito da notevoli affreschi di Antonio da Tradate e della sua scuola.

 

 

Il percorso è lungo poco più di 11 Km e richiede almeno 4 ore di cammino.

 

 

Bibliografia:

  • La Riviera del Gambarogno, di Federica Branca Masa, consultabile e disponibile presso la biblioteca comunale di Gambarogno a San Nazzaro (scuole comunali).
  • Riviera del Gambarogno, di Virgilio Gilardoni e P. Rocco da Bedano, consultabile presso la biblioteca comunale di Gambarogno a San Nazzaro (scuole comunali).

 

Link:

https://map.schweizmobil.ch/?lang=it&land=wanderland&route=all&photos=yes&logo=yes&detours=yes&season=summer&resolution=5.63&E=2705318&N=1108626&bgLayer=pk&layers=Wanderland&trackId=868807330

 

 

Mappa del percorso

 

Torna su